Missioni

ARGENTINA

Le comunità missionarie in Argentina sono state molto più numerose e diverse rispetto alle attuali. La chiusura di alcune e l’apertura di nuove è nata dalla considerazione del fatto che si erano consolidate le attività avviate e previste nel progetto delle comunità e perché era giunto il momento che organizzazioni o gruppi locali, anche le stesse parrocchie, potevano gradualmente farsene carico.

Caseros

Le prime Figlie dell’Oratorio in terra di missione sono sbarcate in Argentina nel 1966, dopo diciannove giorni di viaggio in nave. Il 19 febbraio le quattro suore scelte sono state accolte a Ciudadela (Buenos Aires), dove si sono subito messe al servizio della parrocchia “Sant’Antonio di Padova”, particolarmente nella catechesi, nella guarderia (scuola dell’infanzia), nella caritas e nella visita alle famiglie più povere.

In seguito all’acquisto di un terreno a Caseros, poco distante dalla prima comunità, nel 1972, è iniziata una nuova attività: il “Colegio Padre Vicente Grossi”, una istituzione che accoglie studenti dalla scuola dell’infanzia alle superiori, provenienti dalle classi sociali medie e povere.

Il 1° novembre 1975, in concomitanza e in contemporanea alla beatificazione del Fondatore, le Suore hanno inaugurato la GuarderiaBeato Vicente Grossi”, nella zona più povera del quartiere per offrire ai bambini una alternativa alla strada e un pasto caldo.

Le difficoltà di adattamento non sono proprio mancate, soprattutto l’apprendimento della lingua, anche se l’entusiasmo, l’amore e la gioia non sono mai venute meno. Riuscivo a dialogare con i bambini e, partendo dai più piccoli arrivavo a incrociare i genitori, i fratelli, la loro parentela, e tutto ciò era di grande soddisfazione per il bene che gradualmente riuscivo a compiere. (Suor Giuseppina Gnocchi, una delle prime missionarie)

9 de Julio

Nel 1999 padre Ernesto Eraso, parroco di Nostra Signora di Fatima a 9 de Julio (Buenos Aires), si rivolse alle Figlie dell’Oratorio di Caseros per chiedere di aprire una nuova comunità, nella sua parrocchia.

Dopo alcuni sopralluoghi preliminari e brevi esperienze pastorali, il 9 marzo 2003 (anniversario della nascita di s. Vincenzo Grossi, il fondatore) è iniziata ufficialmente la missione della nuova comunità, composta da tre suore. Nell’agosto 2005, la comunità, su richiesta del Vescovo locale, si è trasferita nel nuovo insediamento costituitosi alla periferia della città, chiamato Ciudad nueva dove è stato inaugurato il Centro Misional Juan Pablo II. Le suore sono impegnate nella mensa per bambini e nelle attività ricreative, si dedicano alla animazione liturgica e alla catechesi delle cappelle del circondario, ma soprattutto vivono vicino alla gente.

Da parte mia ho cercato di rendermi utile in ogni campo, assecondando sempre le necessità dei poveri che incontravo: dalla “villa” dove vivevano famiglie poverissime, alla guarderia sempre affollata di bambini, nelle case provate da disagi economici e morali. A ciascuno donavo un sorriso, una buona parola, un consiglio, un aiuto. (Suor Anna Bortolamasi)

ECUADOR

Quito

Subito dopo l’apertura della comunità di Paján, nella provincia costiera di Manabì, ora non più esistente, si era resa necessaria una comunità “sorella” per abbreviare la distanza tra quella e le altre comunità in Argentina e per avere un luogo da destinare all’orientamento vocazionale delle ragazze del luogo.

Tramite don Luigi Vaccari, coordinatore dei sacerdoti fidei donum di Padova, nel 1997 all’Istituto fu proposto l’insediamento nel quartiere di Carcelén Bajo (Quito) che si stava costituendo, dove mancavano perfino i servizi fondamentali. Dopo un breve periodo nel corso del quale un primo gruppo di suore si è fermato per capire esattamente la futura modalità di collaborazione, la comunità definitiva, composta da tre suore, è arrivata il 15 novembre 1998.

Le attività che la comunità svolge, in sintonia con la parrocchia ed altri enti del territorio, sono insieme di promozione umana e di formazione cristiana. C’è una dedizione prioritaria alla pastorale giovanile e alla catechesi, alla formazione degli adulti, insieme al sostegno di progetti di promozione umana delle madri e delle donne in genere.

Il tempo trascorso e vissuto con pazienza, la fatica e le difficoltà incontrate e superate con dedizione non sono andate a scapito della presenza della nostra comunità che pian piano è entrata nel cuore della gente per il suo modo di stabilire relazioni e di essere presente e operante nelle diverse situazioni, diventando così un punto di riferimento nel quartiere. (Suor Caterina Margini)